Il dispositivo traduce il linguaggio dei segni in parole, sintetizzate da un telefonino.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-05-2008]
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7496&numero=999

La lingua dei segni permette alle persone sorde di comunicare senza
scrivere o usare altri artifici; tuttavia resta difficile entrare in
contatto con chi non conosce questo linguaggio. Per dare una soluzione
a questo problema, un gruppo di studenti della Carnegie Mellon
University ha ideato un guanto che traduce i gesti in parole.

Per ora, giunto alla versione 0.1, il dispositivo è dotato di un
limitato vocabolario di 32 parole, ma le premesse sembrano
interessanti.

Il guanto, dotato di sensori, converte i gesti in parole e trasmette i
dati via Bluetooth a un telefonino che poi, grazie a un programma di
sintesi vocale, pronuncia ad alta voce quanto espresso da chi indossa
il guanto.

L'idea, realizzata con componenti economici, è sicuramente
apprezzabile anche se non proprio originale. Già nel 2002 Ryan
Patterson - allora diciottenne - aveva realizzato un dispositivo
analogo partendo da un guanto da golf; poi, però, non se ne era saputo
più nulla.

Gli studenti della Carnegie Mellon hanno realizzato anche un video
dimostrativo, ospitato su YouTube, che riportiamo qui sotto.

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