Addio 113, per le emergenze arriva l’sms

Il progetto Nuovo servizio per sordi e disabili, che potranno chiedere aiuto con un messaggino Addio 113, per le emergenze arriva l'sms
TORINO 07/06/2008 - Mandare un sms salva la vita… Non è l'ultima trovata pubblicitaria di una multinazionale della telefonia, ma il servizio indirizzato ai sordomuti e ai diversamente abili, che dalla prossima settimana potranno chiedere aiuto alle forze dell'ordine mandando un semplice messaggio dal proprio cellulare. Il progetto, ideato da Globalcom Italia in collaborazione con la questura e la Regione, è partito in maniera sperimentale già da 6 mesi. Il procedimento è piuttosto semplice. Il sordo che ha bisogno di aiuto deve solo mandare un sms (il numero provvisorio è 346.4172274) con su scritto: sos per richiedere l'intervento della polizia, ambulanza per essere aiutato dagli uomini del 118, vigili del fuoco per segnalare incendi, aiuto per essere contattato dalla protezione civile, neve per ricevere sostegno in montagna e natura in caso si imbatta in animali abbandonati. Una volta ricevuto, il messaggio viene immediatamente elaborato di da un sofisticato server - progettato in collaborazione con alcuni studenti del Politecnico - che in pochissimo tempo gira la segnalazione alle forze dell'ordine preposte all'intervento. Ma non è tutto. Il server inizierà a messaggiare con il sordomuto, per reperire altre informazioni utili al pronto intervento. Poi la geniale macchina, che si trova negli uffici della Globalcom Italia a Collegno, inoltra in tempo reale i messaggini sia alla centrale che alla pattuglia che si occupa del caso. Che sarà così in grado di intervenire nel minor tempo. «Finalmente tutti, ma proprio tutti, avranno la possibilità di richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, anche chi è sordomuto o diversamente abile -spiega Alessandro Torbidone, ideatore del progetto insieme al comico di Zelig Franco Neri -. Ora attendiamo la valutazione ministeriale per estendere il servizio a livello nazionale, in modo che l'Italia possa adeguarsi alle normative dell'Unione Europea».

Fonte: cronacaqui.it

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