Contributi regione Toscana, 360mila euro in tre anni: Ens e Fish ai ferri corti

La Regione firma due protocolli d'intesa con l'Ente nazionale sordi e la Fand: per ciascuna contributo di 60mila euro all'anno per tre anni per la promozione di azioni finalizzate allo sviluppo di diritti di cittadinanza per le persone disabili. La reazione della Fish: "Metodo inaccettabile: basta trattamenti speciali". La replica della presidente Ens Ida Collu: "Arrogante atteggiamento da giustizieri: conquistatevi l'uguaglianza con i progetti, il lavoro e la fiducia delle persone"
 
ROMA - E' "stucchevole" indignarsi per i finanziamenti erogati alle altre associazioni: l'uguaglianza fra queste "va conquistata con i progetti, il lavoro e la fiducia delle persone", e non con un "arrogante atteggiamento da giustizieri" nei confronti delle amministrazioni pubbliche che concedono contributi per le loro attività. C'è aria di tempesta fra le principali associazioni rappresentative delle persone con disabilità e le dichiarazioni della presidente dell'Ente nazionale sordi Ida Collu sono solo l'ultimo capitolo di una vicenda nata in Toscana e diventata ormai di rilevanza nazionale.

Tutto nasce lo scorso 9 giugno, quando a Firenze il Consiglio regionale dà il suo via libera a due protocolli d'intesa stipulati fra la Regione Toscana da un lato e la Fand (Federazione delle Associazioni Nazionali sulla Disabilità) e l'Ens (Ente Nazionale per la Protezione e l'Assistenza dei Sordi) dall'altro: prevedono un intervento economico pari a 60 mila euro annui destinati per il triennio 2008-2010 a ciascuna delle due organizzazioni. Il provvedimento riguarda la "promozione di azioni finalizzate allo sviluppo di diritti di cittadinanza per le persone disabili".

Alla Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) non la prendono proprio benissimo: "Inaccettabile", è il commento del presidente della sezione toscana, nonché vicepresidente nazionale, Agostino D'Ercole. "Abbiamo espresso - dichiara D'Ercole in una nota inviata alla stampa dalla presidenza nazionale - la nostra profonda preoccupazione ai rappresentanti del Consiglio Regionale, chiedendo loro un incontro per poter ridiscutere tale provvedimento che, di fatto, riporta l'orologio della parità tra le associazioni indietro di almeno quindici anni". Spiega D'Ercole che "la necessità di ristabilire l'eguaglianza all'interno del mondo dell'associazionismo delle persone con disabilità e dei loro familiari resta un'esigenza forte che deve fare i conti con la profonda trasformazione che ha interessato negli ultimi anni il movimento italiano per i diritti delle persone con disabilità": da qui, è l'opinione della Fish, la necessità di "azzerare quei trattamenti speciali a livello nazionale e locale nei confronti delle cosiddette associazioni storiche". Per la Fish insomma questa "metodologia di pianificazione di politiche che riguardano la qualità della vita di tutti i cittadini con disabilità" è "del tutto inaccettabile".

A stretto giro di posta, arriva ora - fra "stupore" e "amarezza" - la reazione della presidente dell'Ens a quello che definisce senza mezzi termini "l'ennesimo attacco della Fish" ad un'amministrazione regionale per protestare contro la sottoscrizione di un protocollo d'intesa con altre associazioni. "Con i 60 mila euro annui - afferma Ida Collu - l'Ens eroga un servizio di segretariato sociale attraverso uno sportello aperto nelle dieci provincie toscane, nonché il Servizio Ponte che consente a tutti cittadini sordi e udenti residenti nel territorio regionale di comunicare telefonicamente senza barriere". Collu fa notare che "nella Regione Toscana sono 1793 i sordi iscritti all'Ens su una popolazione sorda complessiva di 2166 cittadini non udenti (dati ufficiali Inps)" e che contestare la legittimità di un contributo di 60 mila euro ad un'associazione "così rappresentativa" è non solo "contro ogni logica" ma "costituisce soltanto il tentativo di ottenere contributi per la Fish facendo leva sul lavoro e sulla rappresentatività di altri". "Basta - è l'attacco della presidente Ens - con questo stucchevole indignarsi per i finanziamenti giustamente erogati a chi da quasi un secolo si batte per l'emancipazione e l'inclusione sociale dei sordi ed eroga servizi concreti sul territorio", e "basta con questo arrogante atteggiamento di giustizieri nei confronti delle amministrazioni e degli amministratori locali che danno credito all'Ens e più in generale a quelle associazioni aderenti alla Fand". "A questi Signori - conclude Collu - rispondo che l'eguaglianza nel mondo dell'associazionismo non deve essere interpretata con la logica "Hai dato uno all'Ens, devi dare uno anche a me", ma dev'essere conquistata con i progetti, con il lavoro e soprattutto con la fiducia delle persone, di quelle milioni di persone con disabilità che hanno liberamente dato mandato di rappresentanza e tutela alla Fand e all'Ens. (ska)

(23 giugno 2008)

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