Era un albergo completamente accessibile...

Appartamenti di lusso al posto di una struttura completamente accessibile alle persone con disabilità e dotata di attrezzature che andavano certamente oltre le stesse prescrizioni di legge. È questo, purtroppo, il triste risultato di un bel progetto finito male in un albergo di Crevari, vicino a Genova

La chiesetta di Crevari, vicino a Genova
La chiesetta di Crevari, vicino a Genova
«L'Hotel Villa Due Palme di Crevari - piccolo centro in provincia di Genova, a picco sul mare, collocato tra le alture di Voltri e Vesima - struttura completamente accessibile e attrezzata per le persone con disabilità, ormai chiusa da più di due anni, è stata definitivamente venduta».
Una notizia, quella letta in «Spazi Liberi», sito della Consulta Handicap della Regione Liguria, che non rallegra di certo.
L'albergo - aperto alla metà del 2005 e putroppo chiuso nel marzo del 2006, con il licenziamento di dieci dipendenti - era stato voluto e sostanzialmente ristrutturato dall'AIAS (Associazione Italiana Assistenza per gli Spastici), che un anno fa è stata però costretta a venderlo ad una società immobiliare milanese.

«In sostanza - continua la nota di «Spazi Liberi» - nel 2006 si era deciso di "sospendere" la struttura, sperando che il finanziamento regionale legato all'Obiettivo 2 e già stanziato, arrivasse, permettendo così di riaprire, anche se con grande fatica, a causa del grave danno di immagine. Il Villa Due Palme, infatti, stava cominciando a farsi conoscere anche all'estero e si erano dovuto disdire numerose prenotazioni. Alla fine, però, la Regione Liguria aveva offerto 136.000 euro, somma molto bassa rispetto alle spese sostenute e si è arrivati alla cessione per oltre 3 milioni di euro ad una società milanese dichiaratasi disponibile a restituire all'Associazione tutte le attrezzature "speciali" utilizzate all'interno della struttura».

L'albergo, oltre ai normali comfort di una struttura a quattro stelle, offriva accorgimenti che andavano certamente oltre alle prescrizioni di legge. Tutte le stanze erano infatti attrezzate per persone con disabilità e disponevano di indicazioni e apparecchiature per non vedenti e non udenti. La piscina (ad acqua di mare) era dotata di accesso per le persone in carrozzina e c'era inoltre una sala polivalente per la fisioterapia e un agevole accesso alla spiaggia privata.
Un progetto, purtroppo, tristemente tramontato, nato allo scopo di abbattere le difficoltà di chi, con particolari esigenze di accompagnamento, assistenza medica e regime alimentare, poteva vivere l'esperienza unica di una vacanza da solo o in compagnia di familiari e amici. (S.B.)

Si ringrazia per la segnalazione Giorgio Genta della Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi).

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