precisazione della definizione di sordo ai sensi della legge n. 381/70

tratto dal sito www.ens.it
 
precisazione fatta dal Dr. Pietro Berardi
Ufficio AA.GG. Sede centrale ENS - Roma
 
Ci riferiamo ad un articolo abbastanza "infelice" apparso sul sito www.sordionline.com l'8 aprile 2008 dal titolo "Legge 381/70: un'assurdità", il cui autore sembra celarsi dietro un anonimato di comodo. Sorvolando su un passaggio di detto articolo che appare gratuitamente diffamatorio verso i dirigenti ENS, di cui eventualmente si occuperanno i legali, vogliamo qui limitarci ad un commento di natura squisitamente medico-legale. La legge 381/70 va interpretata correttamente.

Il senso dell'espressione "che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato" si ricava dall'utilizzo dell'aggettivo "normale", che a sua volta va riferito non al linguaggio ma al suo apprendimento. Consegue come non rilevi la qualità del linguaggio, ma la modalità del suo apprendimento, ossia se il linguaggio sia stato appreso "normalmente", vale a dire attraverso un udito normale o comunque in condizioni tali da rendere possibile il conseguimento di un linguaggio rientrante nella norma.

Per cui, se il soggetto esaminato sia affetto da una sordità tale da "compromettere", cioè rendere "anormale" l'apprendimento del linguaggio, che risulti perciò possibile solo attraverso il ricorso a soluzioni terapeutiche, riabilitative, protesiche come può essere l'applicazione di protesi acustiche, impianto cocleare, logopedia, apprendimento e utilizzo della lingua dei segni, ecc., in tali casi il soggetto è da ritenere sordo ai sensi della legge in questione, anche se sia riuscito ad acquisire una abilità di linguaggio soddisfacente o l'abbia mantenuta, nel caso in cui al momento del danno uditivo avesse già immagazzinato quella memoria di suoni e vocaboli che poi consentono di iniziare ad esprimersi oralmente (dai 3 anni in su).
 
Tanto è vero che, poiché la legge 381, così formulata, è abbastanza generica, è poi intervenuto un D.M. 5 febbraio 1992 a puntualizzare che, per convenzione e in base alla letteratura medica conosciuta all'epoca, la sordità tale da compromettere il linguaggio deve essere di grado almeno grave, ossia di non meno di 60 decibel di perdita bilaterale sulle frequenze da 500 a 2000 Hz e dev'essere insorta prima del compimento del 12° anno di età, perché si ritiene che da questo momento in poi non sussista o non sia apprezzabile il rischio di un mutismo di ritorno, ossia di una perdita o involuzione della capacità di parlare precedentemente completatasi nell'arco "evolutivo". Risulta evidente, così, che l'intenzione del Legislatore non sia stata quella di affermare che se un sordo parli non sia da considerare sordo (ex sordomuto), anche se divenuto tale prima dei 12 anni d'età, ma solo di stabilire che la sordità deve aver fatto sì che l'abilità nel parlato non sia stata raggiunta o mantenuta alla stregua di una persona normo-dotata, che apprende a parlare attraverso la sua normale funzione uditiva, senza bisogno di dover ricorrere ad "aiuti", come le protesi, gli impianti, la lettura labiale, la lingua dei segni, i quali coinvolgono la funzione visiva, che giunge così a svolgere un ruolo, per dire, vicario o comunque di assistenza di quella uditiva seriamente compromessa.
 
È chiaro che in questo quadro interpretativo non ci sia posto per i "sordastri" (che, tra l'altro, a volte può far rima con furbastri…). È chiaro, altresì, che se accadono, come purtroppo accadono, situazioni scandalose di persone riconosciute sorde pur non avendone i requisiti o, peggio, persone che pur in possesso dei requisiti essenziali (sordità almeno grave, contratta prima dei 12 anni) non ottengano il riconoscimento, questo è un discorso che riguarda l'incompetenza di certe commissioni mediche, che esiste e non può essere negata, o attiene anche al diverso tema dei "falsi invalidi". E così come esistono giudici e avvocati "inesperti", fortunatamente conosciamo anche (pochi) avvocati ferrati nella materia e, quindi, la soluzione del ricorso giurisdizionale diventa a volte felice.
 
Per non parlare della legge 104/92, delle disparità nel riconoscimento della situazione di handicap grave, ma questo è un altro discorso, di cui ci siamo più volte ed esaurientemente occupati in altri numeri di questa rivista. La conclusione, quindi, non può che essere nel senso che la legge 381, sia una buona legge, se correttamente applicata. Essa potrebbe e, anzi, è auspicabile che sia integrata o completata da una normativa ad hoc che disciplini i diversi casi delle sordità medie e dei sordi divenuti tali dopo i 12 anni di età, perché effettivamente non avrebbe senso mettere in un unico calderone situazioni che presentano caratteristiche peculiari che non le rendono omogenee.

Non è condivisibile il paragone con la cecità, poiché mentre essa interessa la sola funzione visiva, la sordità pre-linguale si caratterizza invece per il fatto di coinvolgere anche l'apparato foniatrico. Quest'ultimo, nel sordo dalla nascita o dall'infanzia, è integro ma può risultare compromessa la sua funzionalità e rischiare di atrofizzarsi se la sordità grave o profonda intervenuta in epoca c.d. evolutiva non sia adeguatamente trattata (con interventi riabilitativi, protesici ecc.). Risulta, in definitiva, non equiparabile la situazione di un sordo pre-linguale a quella di chi abbia subito un importante danno uditivo da adulto.

1 commento:

Mario Parisella ha detto...

SORDIONLINE RINGRAZIA IL DR. PIETRO BERARDI Ufficio AA.GG.? Sede centrale ENS - Roma

Nella categoria: SORDI ::: 26/6/2008 Autore: Redazione Sordionline.
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Egregio Dottore, La ringraziamo della precisazione e vista la lunghezza e complicazione dell'articolo da Lei scritto, comprendiamo perchè ci abbia messo così tanto per intervenire (ben due mesi e mezzo). Le siamo grati perchè finalmente veniamo citati con nostro nome sul sito dell'ENS e questo ci fa capire finalmente che esistiamo!

Bene allora Le rammentiamo che noi abbiamo ripreso l'articolo dal sito www.sorditaonline.it mettendone come al nostro solito la fonte.



Visto che è passato troppo tempo, con l'occasione ripubblichiamo qui di seguito l'articolo in questione, aspettando con fiducia che la persona che lo ha scritto, la prossima volta ce lo mandi direttamente, saremo molto onorati di ospitarlo nel nostro sito.

I due siti sono ben articoli con le fonti diverse:

http://www.ens.it/view.asp?ID=503

http://www.sordionline.com/iNews/view.asp?ID=1111



Papà SORDIONLINE