Signmark, il rapper silenzioso che rima con le mani

signmark

Cappellino in testa, pantaloni larghi e cadenti, catene e muso duro. L'estetica hip hop c'è tutta. E se i rapper "normali" gesticolano, lui di più. Perché ogni suo gesto è una parola e con le dita ci fa canzoni. Anche per chi la musica non la può sentire. Si chiama Signmark, veste da b-boy e rappa con le mani. Sordo, ma la musica ce l'ha dentro. Note e sordità. Due pianeti separati. Questo almeno si è soliti pensare, nell'ignoranza di un mondo, quello dei non udenti, trattato spesso con indifferenza. Per alcuni sarà sorprendente scoprire che ci sono discoteche per sordi in cui si balla al ritmo delle vibrazioni e delle luci psichedeliche. E per parlarsi non è necessario alzare la voce, ma gesticolare. E poi c'è Mark Vuoriheimo, in arte Signmark. Finlandese, 29 anni, con il suo gruppo porta in giro per il mondo (ha fatto un tour in Giappone, in Spagna, in Inghilterra. è stato anche a Genova, lo scorso giugno per il festival della poesia) il suo show, davvero aperto a tutti, perché i suoi compagni di palco e musica Heikki e Brandon (udenti) suonano a tutto volume mentre lui "canta" i suoi testi nel linguaggio dei segni. Hanno un sito e stanno lavorando al secondo album, autoprodotto come il primo, finanziato in parte dall'associazione finlandese dei sordi, in dvd video, che ha venduto varie migliaia di copie. Panorama.it l'ha intervistato:

Come "senti" la musica?
Col corpo. Ce la puoi fare anche tu. Vai in un night club con i tappi per le orecchie…

Da cosa deriva il tuo nome d'arte?
Beh, semplicemente cercavo qualcosa che unisse me e il mio linguaggio: io mi chiamo Marko e parlo col "Sign language"

Quando hai deciso che volevi essere un "cantante"?
Avevo 14 anni e anche se può sembrare strano amavo la musica, la danza, le canzoni. A quell'epoca però nella scuola per sordi non insegnavano niente di musica. Io traducevo le canzoni di Coolio o Bon Jovi. I miei amici si divertivano, ma altri, incluso alcuni professori, venivano da me e dicevano "lascia perdere, sei sordo!" Allora ho deciso che avrei fatto dei concerti un giorno. Ed eccomi qui!

Ti occupi di altro oltre a fare musica?
Sì, lavoro alla Humak University come lettore di lingua dei segni. Ma ho sempre meno tempo, per i concerti.

Perché fai hip hop? Credi che sia il miglior genere per il linguaggio dei segni?
Mi piace l'hip hop per i beat e i bassi molto forti. Mi piace anche l'abilità nel costruire le rime dei rapper. Quando ho visto i primi video hip hop, il loro modo di muovere le mani, ho detto "questo è il mio stile!"

Chi scrive i testi e la musica delle tue canzoni?
Io scrivo i testi insieme a Heikki e Brandon che sono la mia "voce". Kim e Heikki fanno la base, poi io la scelgo.

In quale linguaggio dei segni ti esprimi? Come fanno a capirti in Giappone o in Germania?
In patria uso il linguaggio finlandese dei segni, all'estero l'internazionale o quello americano\inglese. Il linguaggio internazionale è facile e chiaro, l'inglese è identico al parlato, nel mio nuovo album lo uso molto.

Sei stato in Italia, a Genova, un mese fa. Le tue impressioni?
Abbiamo fatto una performance con Zeroplastica (gruppo hip hop genovese). Bella città e il cibo è spettacolare! Nio dei Zeroplastica è stato un'ottima guida.

Pensi che il linguaggio dei sordi andrebbe insegnato a tutti?
Almeno a livello basico sì, e poi può sempre essere utile, per parlarsi quando c'è rumore, se hai un amico o un figlio sordo.

Credi che il tuo lavoro e il tuo impegno possano essere d'esempio per le persone sorde?
Credo di sì, ma soprattutto per i non-sordi! Bisogna fargli capire che siamo tutti umani e possiamo fare le stesse cose. Niente ti deve fermare. I sordi hanno semplicemente un'altra lingua, una lingua silenziosa. Non ascoltiamo, ma possiamo "sentire" due volte meglio delle persone "normali". La comunità sorda è un po' una grande famiglia, internazionale. Se leggi qualcosa troverai un sacco di cose sorprendenti. Lascia perdere i medici, hanno le loro parole, "sordo", disabile". Ma non sono Dio. Beh, però prendi le medicine che ti ha ordinato il dottore, ok?

Nessun commento: