Le barriere percettive I progettisti affrontano il problema

Le barriere percettive - I progettisti affrontano il problema 15/09/2008

Da qualche tempo anche nel nostro Paese, in alcuni ambienti della ricerca architettonica, vengono affrontati i problemi legati alle disabilità sensoriali, che così poco spazio trovano nelle normative vigenti sull'accessibilità, relegati come sono nel limbo delle enunciazioni di principio.

Le barriere percettive (vale a dire - per usare una definizione da manuale - "tutti quegli ostacoli che rendono scarsamente o del tutto irriconoscibili l'ubicazione e la localizzazione degli edifici di uso pubblico" si impongono all'attenzione di chi progetta gli spazi per la vita dell'uomo per una molteplicità di valenze e di implicazioni troppo spesso trascurate, al punto da inficiare anche i pur buoni propositi progettuali.

Molto spesso i progettisti a fronte del problema dell'eliminazione delle barriere architettoniche rispondono che i loro progetti o le loro strutture sono a "norma", perché prevedono "rampe" e "servizi igienici accessibili", come se questi fossero gli unici parametri per valutare l'accessibilità di una struttura.

Recentemente. quindi, si è cominciato a parlare di "barriere percettive" oltre che di barriere architettoniche, intendendo con il primo termine quelle situazioni che rendono difficile la mobilità autonoma dei minorati sensoriali, di solito più per la mancanza di idonei ausili informativi che per la presenza di veri e propri ostacoli.

Un'ulteriore considerazione riguarda lo stereotipo dell'individuo disabile, che viene spesso visto unicamente come la persona su sedia a ruote.
Probabilmente è lo stesso simbolo internazionale dell'accessibilità a generare l'equivoco, mentre si deve considerare che la disabilità ha diverse tipologie, può non essere sempre visibile, oppure può essere temporanea.

E' quindi necessario che il progettista tenga anche conto delle necessità delle "Persone con disabilità sensoriali", intendendo con questa denominazione considerare tutte le persone impossibilitate all'uso di uno o più sensi (non vedenti, ipovedenti, soggetti affetti da sordità che, se congenita, è spesso associata al mutismo).

La normativa vigente già dispone infatti che siano rimosse anche le barriere percettive o sensoriali prevedendo ad es. l'installazione di piastrelle riportanti gli appositi codici tattili presso gli attraversamenti pedonali, l'attivazione di semafori acustici mediante apposita pista tattile, ecc.

Tra le norme specifiche che contengono le prescrizioni da seguire per eliminare le barriere percettive per i disabili visivi ci sono:
- Decreto Ministeriale 14 giugno 1989 n. 236.
- Legge 5 febbraio 1992 n. 104 (legge quadro sull'handicap).
- D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503.
- Decreto Ministero Beni Culturali 28 marzo 2008

Ed in considerazione dell'ultimo Decreto Ministeriale del 2008 pubblicato nel maggio 2008, va ricordato che le Linee Guida in esso contenute si ponevano proprio come strumento per stimolare la riflessione su un tema la cui complessità è spesso sottovalutata -in special modo verso le cosiddette "barriere percettive" quasi sempre ignorate.

Arch. Lorenzo Margiotta

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