Conferenza Mini Med sugli acufeni lunedì 13 ottobre a Merano


Sono più numerose di quanto si pensi le persone che sentono nell'orecchio sibili o rumori non prodotti da fonti sonore esterne. Si tratta degli "acufeni", un fenomeno non ancora del tutto chiarito dalla scienza medica.

Lunedí 13 ottobre, il prof. Patrik Zorowka, primario di otorinolaringoiatria della Clinica universitaria di Innsbruck, il dott. Rolando Füstös, primario di otorinolaringoiatria all'Ospedale di Bolzano, e la dott.ssa Karin Gufler, psicologa di Merano, riferiscono sul tema: "Quei sibili nell'orecchio – Gli acufeni, un segnale d'allarme del nostro organismo". La conferenza, seguita da dibattito col pubblico, si svolgerà presso il Teatro civico di Merano, con inizio alle 20. L'ingresso è gratuito e non occorre la prenotazione.

Gli acufeni, noti anche come "tinnìto", sono un disturbo che ci fa udire nell'orecchio o nella testa dei sibili o dei rumori non prodotti dall'esterno, ma dal sistema uditivo stesso, e quindi percepibili solo da chi ne soffre.

Ma non sono certo un fenomeno recente, anzi, erano conosciuti fin dall'antichità, quando si credeva che fossero voci degli dei. Fu solo nel ventesimo secolo, però, che il fenomeno fu descritto in termini scientifici. Si calcola che dal 10 al 20% della popolazione conviva più o meno costantemente con acufeni, che possono essere di varia natura: sibili, fischi, fruscii, crepitii, ronzii, brusii, tintinnii ecc.

Nella medicina, gli acufeni non sono considerati una malattia a sé stante, ma un sintomo che può comparire in seguito a patologie diverse. A volte, anche lo stress, un disagio costante o un problema psichico possono scatenare o amplificare rumori più o meno prolungati nell'orecchio, ma gli acufeni diventano patologici quando si trasformano in un tormento costante che distrae dalle occupazioni vitali, causando disturbi gravi del sonno o della concentrazione, ansia, isolamento sociale, depressione e così via.

È bene ricordare che nell'apparato uditivo umano non esiste il silenzio assoluto. Di solito, però, il rumore di fondo non si percepisce grazie alla presenza di un filtro acustico nel cervello, che in pratica elabora – e ci fa "sentire" - soltanto le informazioni sonore più rilevanti. Una delle cause degli acufeni, quindi, è un disturbo di questa funzione di filtro, che una volta compromessa rende percepibili e fastidiosi anche i segnali acustici prodotti all'interno dell'orecchio.

Il più delle volte, comunque, gli acufeni insorgono in seguito a una sollecitazione acustica eccessiva dell'orecchio interno, per esempio per effetto di un trauma sonoro o di un'esposizione cronica a rumori elevati, per esempio in persone che svolgono professioni "a rischio" come i falegnami o i fabbri. Ma ci sono anche una serie di patologie che possono scatenare gli acufeni. Ecco perché ogni singolo caso richiede un approfondimento medico accurato e individuale.

A prescindere dalla tipologia e dall'insorgenza, comunque, il problema principale degli acufeni è dato dalla loro intensità e da quanto questo disturbo – che di solito giunge all'improvviso – pregiudica la qualità della vita del paziente. L'evoluzione della specie umana ha fatto sì che il nostro udito fosse programmato per amplificare i rumori inusuali, in modo da attrarre la nostra attenzione su eventuali pericoli.

Inoltre, un rumore d'origine sconosciuta è sempre percepito come fonte di fastidio. Tutti questi fattori, quindi, rendono piuttosto difficile abituarsi agli acufeni, anzi, a volte ne aggravano il disagio col passare del tempo.

Ecco perché, non appena compare questo disturbo, è essenziale affrontarlo tempestivamente con un trattamento specialistico, con informazioni sulle varie opportunità terapeutiche, ma anche con una consulenza psicologica sugli effetti che la malattia può comportare nella vita del paziente. Solo così si può interrompere il circolo vizioso tra acufene e soglia d'attenzione, imparando a convivere in modo accettabile con questo disturbo.

Per ulteriori informazioni: Ufficio igiene e salute pubblica, via Gamper 1, Bolzano, Tel. 0471/418169, Fax: 0471/418189, igiene@provincia.bz.it , www.minimed.it.
 
 

Nessun commento: