Lettera a una ragazza Sorda da parte dei suoi compagni di classe

Cara Giusy,

è con grande dolore che abbiamo appreso dal giornale la tua decisione di non venire più a scuola. Comprendiamo le ragioni che ti hanno spinto ad un gesto così "forte" e condividiamo la sofferenza che ogni ora, ogni minuto, ogni istante della tua giornata a scuola rappresenta per te...

Cara Giusy,

è con grande dolore che abbiamo appreso dal giornale la tua decisione di non venire più a scuola.
Comprendiamo le ragioni che ti hanno spinto ad un gesto così "forte" e condividiamo la sofferenza che ogni ora, ogni minuto, ogni istante della tua giornata a scuola rappresenta per te. Abbiamo letto in queste settimane sul tuo volto il disagio di non poter penetrare il senso di ciò che per noi è automatico e "facile", di non poter godere del diritto di capire quello che accade intorno a te. La prima richiesta che i nostri docenti ci fanno è di stare attenti perché, ripetono continuamente, la prima forma di apprendimento avviene in aula, con l'ascolto e la comprensione dei concetti che durante la lezione vengono esposti. Ciascuno di noi utilizza una lingua e se non è la stessa non può esserci comunicazione: tu usi la lingua dei segni, che anche noi in parte conosciamo perché il caro prof. Giammetti, dirigente del nostro liceo nel 2006-07, volle, con la sensibilità che lo contraddistingue, proporre al collegio e consentire un progetto di "Lingua dei segni". Allora abbiamo conosciuto la tua lingua ed anche compreso quanto sia affascinante, ma non abbiamo potuto impararla perfettamente, data la sua complessità e dunque, anche se volessimo aiutarti in questa fase in cui sei ancora senza interprete, non potremmo farlo; saremmo inadeguati e rischieremmo di darti informazioni sbagliate. Ci vuole uno specialista, come l'interprete che da anni hai avuto e che per noi è diventata una cara amica perché ci aiuta ad esserti vicini, a comunicarti il nostro affetto e a ricevere da te le belle "parole" che non sono dette ma sono talmente vere e calde da arrivare a noi "urlate", tanta è la forza con cui le comunichi.

Ci hanno insegnato che viviamo in una società di diritti e che la civiltà di un paese si misura dall'attenzione che si dà a tutti, dalla cura con cui si rimuovono gli ostacoli che impediscono una crescita libera; ed allora perché tante lungaggini? Perché ogni anno, nonostante tu richieda per tempo l'interprete LIS, all'avvio dell'anno scolastico ti rinchiudono nel tuo silenzio? Per noi è davvero incomprensibile e soffriamo insieme a te perché non sappiamo come aiutarti e nello stesso tempo ci indigniamo perché l'indifferenza di quanti potrebbero e non fanno ti offende e ci offende. Ah, se potessimo, ti daremmo un mondo di suoni, come tu fai con noi quando ci incanti con i tuoi colori e ci riscaldi con i tuoi sorrisi! Siamo pochi, impotenti e disarmati, ma non indifferenti: noi ti vogliamo bene e non ci bastano le scuse di quelli che dicono che ci sono tempi da rispettare e pratiche da sbrigare. Lo dicono perché non hanno un'amica in difficoltà né una figlia di cui tutelare il diritto allo studio: siamo sicuri che, se l'avessero, smuoverebbero le montagne per aiutarla. Noi non possiamo farlo, però possiamo lottare insieme a te, civilmente, ma fermamente; gridare in silenzio, come fai tu, senza urla ma con lo sguardo vivo ed intelligente e chiedere ciò che non è un favore, non è una concessione, non è un "piacere", ma il tuo sacrosanto e inviolabile diritto di capire e di studiare. Forza, Giusy, noi siamo con te e non ci arrenderemo fino a quando non avrai la tua interprete, la tua voce per sentire e per farti sentire!

La classe

Nessun commento: