Nuovi orientamenti giurisprudenziali a favore dei disabili minori di anni tre

Avv.Vincenza Ciccarelli

 Molto interessanti sono le posizioni assunte recentemente sia dalla Corte di Cassazione che dalla Corte Costituzionale  , a favore dei disabili in tenera età .

La prima con sentenza n. 1337/2003,  si è espressa a favore del riconoscimento dell'indennità di accompagnamento anche ai minori di  anni tre , sancendo  il principio secondo il quale anche bambini minori di anni tre possono aver diritto all'indennità di accompagnamento, se  la loro situazione d'inabilità corrisponde a quanto stabilito dalla legge (18/80): "impossibilità di deambulare senza l'aiuto di un accompagnatore o necessità di assistenza continua per impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita"; la Cassazione ha infatti evidenziato come la legge, riconoscendo il diritto all'indennità di accompagnamento ai minori di anni 18, non ha posto un  limite minimo di età ; questi bambini possono trovarsi in uno stato tale da comportare, per le loro infermità, "la necessità di un'assistenza diversa, per forme e tempi di esplicazione, da quella occorrente ad un bambino sano".

La controversia ha riguardato proprio un bambino calabrese di un anno,  per il quale , accertata dai familiari la impossibilità di muoversi come per i suoi coetanei, a causa di una  grave neuropatia, era stata proposta domanda in sede amministrativa per l'attribuzione dell'indennità di accompagnamento. La domanda fu respinta ma il beneficio venne invece riconosciuto in sede giudiziaria in primo grado e riconfermato in appello .

Il Ministero dell'Interno oppose ricorso in Cassazione fondandone i motivi sulla considerazione che la patologia avrebbe comportato per il bimbo un deficit neurosensoriale ma non neuromotorio e che comunque i genitori avrebbero dovuto occuparsi del bimbo per i primi tre anni di vita come per tutti i bambini  piccoli , anche sani .

 La Corte di Cassazione ha invece affermato che, accertato che il minore si trovi : " nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore , ciò sia sufficiente per l'erogazione dell'indennità essendo siffatta condizione dell'invalido anche se minore, rispondente , per sue caratteristiche e peculiarità , ad una presunzione legale iuris et de iure di necessità del sostegno economico derivante dall'indennità stessa ".

 

La Corte Costituzionale, con una sentenza molto meditata la n. 467/2002 , ha invece esteso il diritto all'indennità di frequenza , ai bambini disabili che frequentano l'asilo nido introducendo una modifica alla legge 289/90 istitutiva dell'indennità di frequenza " ai minori di anni 18 cui siano state riconosciute dalla competente commissione sanitaria per gli invalidi civili presso l'ASL di appartenenza , menomazioni o infermità  tali da  produrre difficoltà  persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie della loro età  oppure ipoacusia con perdita uditiva superiore ai 60 decibel…………" .

La concessione di tale indennità presuppone anche la frequenza di  centri specializzati per la riabilitazione del disabile, centri di formazione professionali e scuole private o pubbliche di ogni ordine e grado a partire dalla scuola materna , escludendo così la legge dal beneficio,  i minori disabili che frequentano l'asilo nido .

 La Corte Costituzionale ha invece con questa pronuncia riconosciuto all' asilo  nido , non solo una funzione di supporto alle famiglia per facilitare l'accesso al lavoro dei genitori, ma la fondamentale funzione diretta a garantire la  formazione e la socializzazione dei bambini  in generale e del bambino disabile in particolare, tutti aspetti già riconosciuti dalla finanziaria per il 2002 .

La concessione di questi benefici in materia di invalidità civile ,  richiederebbe  da parte degli   uffici competenti, una analisi ed una valutazione più complessa, al fine di garantire una vita dignitosa all'inabile ma anche un  supporto alla famiglia sulla quale per lo più grave l'onere dell'assistenza ed in tal senso sembra essere sempre più orientata la più recente giurisprudenza . 

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