OGGI AL GOBERNO LE MODIFICHE PER LA LEGGE 104/92

Permessi lavorativi 104: approvati in Commissione Lavoro nuovi emendamenti
Approda oggi all'aula della Camera, la discussione del disegno di
legge 1441 ter (Collegato alla Finanziaria), già discusso nelle
Commissioni di Montecitorio, ed ampiamente emendato dallo stesso
Governo.
Il testo contiene, come noto, anche una modifica all'articolo 33 della
Legge 104/1992 relativo ai permessi ai lavoratori che assistono
familiari con handicap grave. Modifica, lo rimarchiamo, che riguarda
sia i dipendenti pubblici che i dipendenti privati.

Il testo che arriva in aula, è il risultato di una ripetuta azione del
Governo che ha presentato – in fasi successive – diverse proposte di
modifiche all'articolo 33. Dopo ripetute bocciature in Commissione
lavoro, quello che riportiamo in calce è la versione accettata e che
verrà votata dalla Camera. I margini di manovra per possibili
emendamenti sono praticamente inesistenti: verosimilmente il Governo
porrà la fiducia.

Vediamo, quindi, cosa comportano le modificazioni alla Legge 104/1992
proposte e, come detto, destinate con tutta probabilità a diventare
formalmente legge. L'effetto, a tutta prima, appare piuttosto
annacquato rispetto alle intenzioni iniziali del Governo. Tuttavia,
non dimentichiamo che queste nuove disposizioni saranno poi oggetto di
circolari applicative ministeriali e degli istituti previdenziali.

Beneficiari dei permessi
La prima sostanziale modificazione investe il terzo comma
dell'articolo 33 – che viene sostituito - e riguarda proprio la
definizione degli aventi diritti ai permessi.

In assenza di ricovero della persona con handicap grave da assistere,
potranno godere dei tre giorni di permesso mensile retribuito:
1. il genitore;
2. il coniuge;
3. il parente o l'affine entro il secondo grado.

I parenti ed affini di terzo grado possono fruire dei permessi
lavorativi solo ad una delle seguenti condizioni:
a) quando i genitore o il coniuge della persona con handicap siano
deceduti o "mancanti".
b) quando i genitore o il coniuge della persona con handicap abbia più
di 65 anni oppure sia affetto da patologie invalidanti.

Per i genitori di bambini di età inferiore ai tre anni rimangono
invariate le disposizioni precedenti - due ore di permesso giornaliero
o prolungamento dell'astensione facoltativa di maternità fino al terzo
anni di vita del bambino – e viene introdotta, con la formulazione
diversa del comma 3, anche la possibilità di fruire dei permessi
articolati in tre giorni. Si potrà scegliere fra i tre tipi diversi di
beneficio.
Sempre a proposito di genitori, il nuovo testo precisa che entrambi
possono avvalersi, alternativamente, dei permessi. Non si tratta di
una novità sostanziale, visto che questa possibilità era già
ampiamente applicata operativamente.

Sede di lavoro
Il comma 5 dell'articolo 33 prevedeva che il lavoratore che assiste un
familiare con handicap grave abbia diritto a scegliere, ove possibile
la sede più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito
senza il suo consenso. Il primo è un interesse legittimo (peraltro
molto aleatorio), ma il secondo è un vero e proprio diritto
soggettivo.
Il testo proposto dal Governo, opportunamente, indica come riferimento
il domicilio della persona disabile da assistere, e non più quella
dello stesso lavoratore.
N el testo proposto si rileva un errore tecnico-giuridico:
l'opportunità non è formalmente estesa ai genitori con bambini di età
inferiore ai tre anni (comma 1 e 2), ma solo ai lavoratori contemplati
dal comma 3. Un "piccolo" pasticcio che ci auguriamo possa essere
corretto in sede di approvazione.

Controlli
All'articolo 33 della Legge 104, viene aggiunto un comma che apre la
possibilità di effettuare controlli sulle condizioni richieste per la
legittima fruizione dei permessi lavorativi.
Non si tratta, ovviamente, di controlli preventivi alla concessione
dei permessi, poiché questi vengono già effettuati.
Dal comma si comprende già chiaramente quello che verrà poi normato
dal punto di vista amministrativo: il datore di lavoro può richiedere
l'effettuazione dei controlli, avvalendosi dei competenti organi della
pubblica amministrazione (cioè non può effettuarli in proprio). I
controlli saranno probabilmente volti ad appurare se l'assistenza al
familiare con handicap sia effettiva nei giorni in cui si sono
richiesti i permessi lavorativi.
Nel caso in cui venga accertata l'insussistenza delle condizioni (es.
si "scopre" che il lavoratore che fruisce dei permessi li usa per
svolgere un secondo lavoro e quindi non assiste il disabile) , il
diritto dei benefici decade e si verificano i presupposti per
un'azione disciplinare.

Ultimo aggiornamento 24 ottobre 2008

Carlo Giacobini
Responsabile del Centro per la documentazione legislativa
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Direzione Nazionale


Testo non ufficiale dell'articolo 33 della Legge 104/1992, nel caso le
modifiche redatte in Commissione Lavoro, venissero approvate dal
Parlamento.

(in corsivo le parti innovate)

Art. 33 (Agevolazioni)
1. [La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche
adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità accertata ai
sensi dell'articolo 4, comma 1, hanno diritto al prolungamento fino a
tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro di cui
all'articolo 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 , a condizione
che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti
specializzati] (1)
2. I soggetti di cui al comma 1 possono chiedere ai rispettivi datori
di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre
anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso
giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del
bambino.
3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo
pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste
persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o
affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i
genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di
gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano
anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o
mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile
retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera
continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di
un lavoratore dipendente per l'assistenza alla stessa persona con
handicap in situazione di gravità. Per l'assistenza allo stesso figlio
con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad
entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne
alternativamente.
4. Ai permessi di cui ai commi 2 e 3, che si cumulano con quelli
previsti all'articolo 7 della citata legge n. 1204 del 1971 , si
applicano le disposizioni di cui all'ultimo comma del medesimo
articolo 7 della legge n. 1204 del 1971 , nonché quelle contenute
negli articoli 7 e 8 della legge 9 dicembre 1977, n. 903.
5. Il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove
possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da
assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra
sede.
6. La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può
usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha
diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al
proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il
suo consenso.
7. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 si applicano anche
agli affidatari di persone handicappate in situazione di gravità.
7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per l'accertamento
della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3
decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di
lavoro, avvalendosi dei competenti organi della pubblica
amministrazione, accerti l'insussistenza o il venir meno delle
condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti.


(1) Comma abrogato dall'art. 86, D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151. Le
disposizioni del presente comma sono ora contenute nell'art. 33, comma
1, del D.Lgs. n. 151/2001.

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