Pensioni: ecco le novità per il 2009. Scatta la cumulabilità

Grandi novità sul fronte pensioni per l'anno 2009: l'Inps ha diffuso
la circolare 1/2009 che traccia il quadro delle operazioni di rinnovo
delle pensioni per il nuovo anno, affrontando temi che vanno dalla
cumulabilità alla perequazione automatica, dal trattamento minimo
all'assegno e alla pensione sociale, al tema dell'invalidità civile.
Ecco le novità più rilevanti.

* CUMULABILITA'

Dal 1° gennaio le pensioni di anzianità ed i trattamenti di
prepensionamento a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e
delle forme sostitutive ed esclusive della medesima sono totalmente
cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente, a
prescindere dalla decorrenza della pensione stessa.

La nuova disciplina in materia di cumulo non si applica
* ai lavoratori che trasformano il rapporto di lavoro da tempo pieno a
tempo parziale
* ai trattamenti provvisori liquidati ai lavoratori socialmente utili
* agli assegni straordinari per il sostegno del reddito

Sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e
dipendente le pensioni di vecchiaia anticipate liquidate interamente
con il sistema contributivo in favore di soggetti con un'anzianità
contributiva pari o superiore a 40 anni ovvero in favore di soggetti
con età pari o superiore a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le
donne.

Contestualmente, la citata disposizione abroga anche il comma 21
dell'art. 1 della legge 335/1995, che disciplinava il regime di cumulo
per le pensioni di vecchiaia contributive.In fase di prima attuazione,
la nuova disciplina è stata applicata alle pensioni liquidate con il
sistema retributivo e misto.

* PENSIONI MINIME

L'Istat ha stabilito per l'anno 2009 un aumento della perequazione
automatica nella misura del 3,30 per cento.

Da gennaio 2009, l'importo mensile del trattamento minimo delle
pensioni è di 458,20 € mensili, pari a 5.956,60 € annui, per tredici
mensilità.

L'integrazione al minimo spetta in misura intera se i redditi
personali assoggettabili all'Irpef non superano l'importo di 5.956,60
euro l'anno, cifra pari all'importo annuo del trattamento minimo. In
caso di redditi superiori e fino a 11.913,20 euro, cifra pari a due
volte il trattamento minimo, l'integrazione può spettare in misura
parziale.

Quando, invece, il reddito supera il tetto di 11.913,20 euro, non si
ha più diritto ad alcuna integrazione, neanche parziale.

Sul fronte del cumulo dei redditi con quelli del coniuge, per le
pensioni liquidate prima del 1994 si tiene conto soltanto dei redditi
personali. Per quelle liquidate nel corso del 1994, i pensionati
coniugati, non legalmente ed effettivamente separati, hanno diritto
all'integrazione se non possiedono redditi propri superiori a due
volte il trattamento minimo (cioè 11.913,20 euro, calcolato in misura
pari a tredici volte l'importo mensile in vigore al 1° gennaio), o
redditi cumulati con quelli del coniuge per un importo non superiore a
cinque volte il trattamento minimo (29.783,00 euro).

Per le pensioni con decorrenza successiva al 1994, mentre il limite
personale è sempre di due volte il trattamento minimo, quello dei
redditi cumulati con il coniuge è pari a quattro volte l'importo
(23.826,40 euro).

* ASSEGNO SOCIALE

Per il 2009, l'importo mensile dell'assegno sociale è di 409,05 euro,
pari a 5.317,65 euro l'anno.

I limiti di reddito per il riconoscimento del diritto sono di 5.317,65
euro annui se il richiedente non è sposato e di 10.635,30 euro annui
(cioè 5.317,30 x 2) se chi fa la richiesta è coniugato.

Se il pensionato non ha alcun reddito personale né cumulato a un
eventuale coniuge, percepisce l'assegno sociale in misura intera. Se,
invece, i suoi redditi, quelli del coniuge o la somma di entrambi
superano i limiti di legge, l'assegno sociale non spetta.

Nel caso in cui i redditi siano inferiori ai limiti di legge,
l'assegno viene erogato con l'importo ridotto. In questo caso, sarà
pagato un importo annuo pari alla differenza tra l'importo intero
annuale dell'assegno sociale corrente e l'ammontare del reddito
annuale.

* PENSIONE SOCIALE

Per l'anno 2009, l'importo mensile della pensione sociale è di 337,11
euro, per un importo annuo di 4.382,43 euro.

Se chi percepisce la pensione sociale non è coniugato e non ha alcun
reddito personale, ha diritto all'importo intero. Se il reddito
personale supera 4.382,43 euro, la pensione sociale non spetta mentre,
se non supera tale limite, l'importo viene ridotto ed è pari alla
differenza tra l'importo annuale corrente della pensione e l'ammontare
del reddito personale del titolare.

Se chi percepisce la pensione sociale è sposato e il reddito
complessivo dei coniugi non supera 10.718,10 euro annui, la pensione
viene erogata in misura intera.

Se il reddito complessivo dei coniugi supera 15.100,53 euro l'anno, la
pensione non spetta, mentre se l'ammontare del reddito cumulato è
compreso tra 10.718,10 e 15.100,53 euro, l'importo viene ridotto ed è
pari alla differenza tra 15.100,53 euro e l'ammontare del reddito
complessivo dei coniugi.

Se il richiedente ha redditi propri superiori al limite individuale,
la pensione sociale non spetta anche se, sommando il reddito personale
con quello del coniuge, il reddito complessivo non supera i limiti
stabiliti dalla legge per i cittadini coniugati.

* PENSIONI INVALIDITA'

Per l'attribuzione della pensione agli invalidi civili, ciechi e
sordi, vengono presi in considerazione soltanto i redditi personali
del richiedente.

Per gli invalidi civili l'assegno di assistenza e l'indennità di
frequenza minori sono pari a 255,13 euro mensili, con limite di
reddito personale annuo di 4.382,43 euro.
La pensione di inabilità è di 255,13 euro mensili, con limite di
reddito personale annuo di 14.886,28 euro.
L'indennità di accompagnamento è di 472,04 euro e non ha limite di
reddito personale.

Per quello che riguarda i sordi la pensione è di 255,13 euro, con
limite di reddito personale annuo di 14.886,28 euro, mentre
l'indennità di comunicazione è di 236,15 euro, senza limite di
reddito.

Per quello che riguarda, invece, la pensione ai ciechi assoluti
l'importo mensile è di 275,91 euro (in caso di ricovero 255,13 euro),
con limite di reddito personale annuo di 14.886,28 euro.

L'assegno ai decimasti è di 189,33 euro, con limite di reddito
personale annuo di 7.156,90 euro, mentre l'indennità ai ventesimisti è
di 180,11 euro, con limite di reddito personale annuo di 14.886,28
euro.
L'indennità di accompagnamento per i ciechi civili è di 755,71 euro,
senza limite di reddito.

www.finanzautile.org

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