Sordi per troppo rumore

19 gennaio 2009
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/magazine/salute_benessere/documenti/2009/01/19/1202026857302-sordi-troppo-rumore.shtml

UN TEST IRRINUNCIABILE

L'esame audiometrico è fondamentale, pur se ne esistono altri come
l'impedenziometria, per fare una diagnosi di sordità.

COSA DICE? Permette di definirela soglia uditiva che è la minima
intensità percepita per ogni frequenza testata.

CHI PUÒ FARLO? Al test possono essere sottoposti adulti e bambini di
età superiore ai 4 anni se collaboranti. I bambini più piccoli vengono
esaminati utilizzando situazioni di gioco per condizionarli alla
risposta in presenza del suono oppure osservando risposte
comportamentali come l'orientamento della testa verso la sorgente
sonora.

COME SI FA? L'esame audiometrico vocale si avvale di liste di parole o
frasi di senso compiuto, presentate in cuffia, che il soggetto deve
ripetere e consente la valutazione della funzionalità dell'intero
apparato uditivo e di tutte le strutture extra-uditive che concorrono
alla comprensione del linguaggio verbale.

IL RUMORE CI fa male. E non solo alle orecchie. Secondo una ricerca
tedesca chi vive per almeno dieci anni in zone molto traffi cate e
rumorose, magari per il costante passaggio di automezzi pesanti o per
il ripetuto ricorso ai clacson di camion e automobili, avrebbe un
rischio aumentato dell'ottanta per cento di andare incontro ad un
attacco cardiaco rispetto a chi soggiorna in altre aree. Lo studio,
condotto dall'Agenzia federale per l'ambiente tedesca, è stato
pubblicato sulla rivista Epidemiology, aveva come obiettivo la
valutazione dell'effetto dell'inquinamento acustico sulle malattie
cardiovascolari. Sempre sulla stessa rivista è apparsa una ricerca
condotta da Hugh Davies dell'Università della British Columbia di
Vancouver che dimostra come anche il luogo di lavoro, se troppo
rumoroso, alla lunga può avere infl ussi negativi sulla salute del
cuore. L'indagine ha seguito nel tempo quasi trentamila individui che
hanno lavorato in segherie o in fabbriche con macchine molto rumorose:
la percentuale di infarti tra quanti hanno lavorato in ambienti
rumorosi è risultata del cinquanta per cento superiore a quello del
resto degli abitanti della regione considerati come parametro di
controllo. Se per cuore e vasi il troppo rumore non è certo un amico,
per l'orecchio rischia di diventare una vera e propria calamità.
L'organo dell'udito percepisce in modo ottimale una gamma di intensità
sonore comprese tra 50 e 65 decibel - il cosiddetto livello di comoda
udibilità - che corrisponde all'intensità della normale voce di
conversazione; suoni molto leggeri pari a 5-10 decibel sono
percepibili solo in ambienti insonorizzati, mentre suoni con intensità
di 80-90 decibel sono percepiti come forti. Il rumore può determinare
un effetto lesivo sulle cellule cigliate interne (orecchio interno) e
portare progressivamente ad una sordità, a seconda dell'intensità e
del tempo di esposizione: l'esposizione a rumori superiori a 90
decibel per otto ore al giorno, per molti anni, provoca una perdita
uditiva permanente. La continua esposizione ad una eccessiva
rumorosità ambientale (inferiore a 90 decibel), benché non
direttamente traumatica per l'orecchio, può inoltre determinare
alterazioni dello stato di salute (effetti extrauditivi del rumore).
Se ad esempio il rumore interferisce con il riposo e la qualità del
sonno - anche con livelli di rumore inferiori a 80 decibel - si
possono riscontrare stress e alterazioni cardiocircolatorie.
Paradossalmente sono quindi più esposti coloro che abitano nei pressi
delle discoteche piuttosto coloro che le frequentano, in quanto questi
ultimi sono esposti per tempi più brevi. Naturalmente se i livelli di
pressione sonora sono molto alti - superiori al limite massimo di 95 –
il rischio di trauma anche per esposizioni limitate nel tempo è più
elevato. L'esposizione eccessiva alla musica può comunque
compromettere temporaneamente il sistema uditivo, quando si avvertono
segnali di allarme come: abbassamento temporaneo dell'udito, comparsa
di fischi od "acufeni" e senso di stordimento. Questo rischio si corre
più facilmente nell'ascolto in cuffi a: qui il livello di pressione
sonora può superare 110 decibel ed i tempi di esposizione spesso sono
di diverse ore al giorno. E si rischia davvero molto, nel tempo.

pagina a cura di FEDERICO MERETA

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