Previdenza e assistenza economica - prestazioni economiche esportabili e non esportabili all'estero

Prestazioni economiche non esportabili all'estero Le prestazioni non
contributive non sono esportabili da un Paese all'altro. Secondo la
normativa comunitaria, le prestazioni speciali a carattere non
contributivo (pensione sociale e assegno sociale, pensioni, assegni e
indennità per gli invalidi civili, ciechi e civili e sordi) vanno
garantite dal Paese di residenza e, di conseguenza, non sono
esportabili in ambito comunitario o extracomunitario. Pertanto, per
quanto riguarda l'Italia, non sono esportabili: * l'assegno sociale
(ex pensione sociale) * gli assegni, pensioni e indennità di
invalidità civile Queste disposizioni riguardano gli italiani che
decidono di trasferirsi all'estero e la possibilità o meno di far
accreditare le prestazioni assistenziali in istituti bancari esteri.
L'INPS precisa che le provvidenze economiche concesse agli invalidi
civili non sono accreditabili in istituti bancari esteri, nel caso di
trasferimento prolungato in un altro paese. Mentre potranno continuare
ad essere erogate in Italia, nel caso di un eventuale spostamento
all'estero, sempre che la permanenza nell'altro stato sia di breve
durata. Di conseguenza nel caso di spostamento transitorio è possibile
continuare a mantenere la residenza in Italia e le prestazioni
economiche verranno erogate nella modalità utilizzata abitualmente,
sul conto bancario o conto postale, in istituti bancari italiani. Se
le stesse sono riscosse direttamente allo sportello potranno essere
ritirate anche da un'altra persona munita da delega del titolare della
provvidenza. Prestazioni esportabili previste dai Regolamenti
Comunitari I Regolamenti comunitari in materia di sicurezza sociale e
libera circolazione dei lavoratori garantiscono, invece, in tutti i
Paesi membri dell'Unione Europea, l'assicurazione contro la vecchiaia,
l'invalidità e la morte (pensioni per attività lavorativa),
l'assicurazioni per gli infortuni sul lavoro, la disoccupazione,
l'assistenza malattia e maternità e le prestazioni familiari. Lo scopo
è di tutelare i lavoratori che hanno svolto attività lavorativa
dipendente o autonoma, nel settore privato e in quello pubblico (dal
25 ottobre 1998), nei diversi Stati membri. Le pensioni dei Paesi
Extracomunitari Per quanto riguarda i Paesi Extracomunitari l'Italia
ha stipulato convenzioni bilaterali con alcuni Stati. Anche in questo
caso queste convenzioni hanno lo scopo di tutelare i lavoratori che
hanno prestato e/o prestano attualmente attività lavorativa, oltre che
in Italia, anche in questi Paesi.
Fonte: http://www.inps.it/ - http://www.esteri.it/

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